2019 apr 6 Franca – Crescita illimitata in un sistema limitato = collasso

Se l’assunto del modello economico di riferimento è quello di una crescita senza limiti all’interno di un sistema per sua natura limitato lo scenario è ovviamente quello dell’insostenibilità ambientale.

Per questo mi sarei aspettato che da quando negli anni ’70 gli scienziati hanno pubblicato i primi studi che evidenziavano questo scenario, si costruisse una proposta politica alternativa che rimettesse al centro della comunità l’equilibrio, la sobrietà, i valori spirituali, il significato di benessere, ma niente di tutto questo è avvenuto e il sistema ha travolto tutto e tutti: cambiamento climatico, concentrazione di ricchezza, muri e nazionalismi, atomizzazione della società e possesso materiale di beni come chiave di affermazione sociale sono le conseguenze che vediamo oggi.
Preciso che non parlo della fine del mondo, ma di un collasso ambientale in grado di decimare o cancellare la presenza dell’uomo sulla Terra. Cioè non è in discussione Gaia, il sistema natura, ma l’uomo con una parte degli altri esseri viventi, nella certezza che nell’arco di altri millenni tutto ricomincerà: si tratterebbe semplicemente della sesta estinzione di massa.
Ma l’uomo per sua natura non si arrende e si impegna per realizzare un’utopia: cambiare il sistema. Impresa resa ancor più ardua dal poco tempo a disposizione.
Per tutto questo sono diventato uno dei promotori di un appello lanciato a dicembre 2018 da un gruppo di persone sensibili a questi argomenti, fra cui il più conosciuto è Maurizio Pallante fondatore in Italia del movimento per la decrescita felice, per l’avvio di un percorso finalizzato alla creazione di un soggetto politico nazionale che faccia propri i principi di sostenibilità, equità e solidarietà e li declini in un percorso basato sull’abbandono della visione della centralità dell’uomo e la riscoperta di un benessere fatto di un mix di esigenze materiali primarie e valori spirituali.
Declinato in termini di percorsi significa passare dall’individuo alla comunità, dalla competizione alla cooperazione, dallo squilibrio all’equilibrio, dalla sopraffazione alla dignità, dal privilegio alle pari opportunità, dalla crescita alla sobrietà, dallo spreco al limite, dalle merci alle relazioni, dall’antropocentrismo all’ecologismo.
E’ possibile leggere l’appello sul sito www.mauriziopallante.it e, se volete, condividerlo per partecipare alla realizzazione di questa utopia attraverso riflessioni e proposte per costruire una piattaforma politica guidata dal basso capace di intervenire a tutti i livelli istituzionali coordinata dal semplice obiettivo di rispettare i principi fondativi che ho indicato sopra.
Consapevoli di operare su un organismo vivente la traslazione sistemica dovrà avviarsi su tematiche in grado di tenere attivo il sistema economico e le opportunità di lavoro connesse. Per questo si parla di avviare delle politiche di riduzione degli sprechi e dell’efficientamento dei processi di trasformazione delle risorse in beni che si ripagano da soli.
Alcuni spunti che saranno oggetto di approfondimento stanno già emergendo:
• Riduzione del consumo energetico degli edifici che oggi mediamente è 3 volte quello della Germania e circa 10 volte quello permesso dalle attuali tecnologie
• Procedere nel processo di sostituzione delle fonti di approvigionamento fossili con quelle rinnovabili puntando quelle che non consumano suolo (energia solare da coperture di edifici)
• Progressiva eliminazione di materiali non riciclabili seguendo il principio del vetro
• Riprogettazione dei beni strumentali per garantire lo smontaggio di tutte le componenti al fine di poter riparare gli oggetti sostituendo solo le parti non più funzionanti, recuperare quelle ancora utilizzabili e riciclare il resto coniugando risparmio di risorse e creazione di posti di lavoro al posto di quelli eliminati dai processi produttivi automatizzati
• Allungamento della durata delle garanzie del produttore che sarà costretto a migliorare la qualità dei materiali utilizzati
• Limitazione alla circolazione dei veicoli privati nei centri urbani a vantaggio di una mobilità a piedi e in bicicletta
• Rispetto rigoroso e monitorato dei limiti di velocità che riduce i consumi di energia, abbassa i rischi per incidenti, privilegia l’utilizzo di mezzi pubblici
• Pianificare una struttura di servizi diffusi sul territorio per limitare le necessità di spostamenti
• Affrontare il tema dell’alimentazione insieme a quello dell’agricoltura e dell’allevamento che sotto la spinta della globalizzazione ha ridotto il cibo a prodotto industriale. Si producono alimenti, come si fabbricano bulloni, basta farlo al minor prezzo, senza pagare per le devastazioni ambientali e sociali che si creano. Occorre riscoprire il valore delle produzioni locali e agevolare tutte quelle esperienze di gruppi di acquisto che cercano proprio una relazione personale con il produttore in grado di garantire genuinità del prodotto, tutela dell’ambiente, retribuzione del lavoro adeguata e sostenibilità economica consapevoli che questa scelta può avere un costo economico più alto, ma ha un valore sociale ancora più elevato.
“Può darsi… che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla” (Martin Luther King)

Maurizio Franca
Movimento Sostenibilità Equità e Solidarietà

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