2019 febb 26 Giovanelli – Non serve una capriola per saltare sui carri dei Vincitori

Apriti Pesaro è una associazione che cerca di qualificarsi, come dice il suo manifesto fondativo, sui contenuti per un diverso governo della città.
Abbiamo avviato incontri con delle forze politiche, ma evitiamo il più possibile di entrare nelle logiche fatte di polemiche vuote che tanto allontanano i cittadini proprio dalla politica.
Se ci occupiamo di un aspetto apparentemente non programmatico è perché esso ha una valenza sulla idea di governo che secondo noi va cambiata profondamente.
Il Sindaco Ricci ha detto qualche giorno fa, con evidente rilievo giornalistico, che alle primarie sta con Zingaretti.

Chi lo conosce non è rimasto sorpreso e ha lasciato perplessi invece, il monito apparso a grandi caratteri, “Sto con Zingaretti ma guai a chi dice che è una capriola”.
Il monito a non criticare, va detto, deve aver fatto effetto, perché a parte chiacchiericci a bassa voce, non s’è sentito fastidio, almeno a Pesaro. Fuori Pesaro invece, e nello stesso corpo del PD, l’adesione, è risultata piuttosto fastidiosa. Eccessiva.
Il dato politico generale che qui ci interessa è che tanta disinvoltura non si addice a chi porta sulle spalle la responsabilità di una comunità.
Quando si governa in nome di una cittadinanza, rigore intellettuale, coerenza, sono aspetti non dissimili dalla moralità e dal rispetto delle regole democratiche.
Come sarebbe inaccettabile modificare a pochi mesi dal voto lo Statuto del Comune per un tornaconto elettorale è altrettanto disdicevole dare di se l’immagine di chi pur di stare con il vincente, quando già il vincente è ben avviato ad affermarsi, sale sul carro senza neppure chiedersi se questo non sia manifestamente in contraddizione con una idea della politica che ha incarnato fino a quel momento.
Un vecchio detto ci rappresenta che non è tanto difficile cavalcare una tigre, ma scendere.
Ed è proprio questo il caso.
Era certo auspicabile, che in questa circostanza, si fosse trattenuto, lui volto del renzismo più dello stesso Renzi in TV come nel modo di governare la città. Poteva tirare il fiato, stare di lato o sopra le parti, avrebbe potuto accompagnare questa scelta con qualche valutazione autocritica. Ma è evidentemente più forte di lui stare con chi vince e farsene l’alfiere.
Non poteva fare altrimenti; oppure non ha ritegno politico.
Probabilmente un po l’uno e l’altro.
Una leadership fondata solo sull’apparire per stare in piedi ha bisogno sempre e comunque di stare davanti, altrimenti cade perché non ha altra sostanza.
Quindi sei costretto, senza troppo ritegno a queste operazioni. Ma questo non aiuta a rafforzare l’idea di una buona politica, non aiuta ad insegnare che appartenere ad una idea, ad un progetto è una cosa seria.
Ma il fastidio per questo modo di fare politica cresce e non basta più apparire a fianco del vincitore di turno. La banalità al potere stufa.

Oriano Giovanelli

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